TRAPIANTO DI CUORE

I pazienti che hanno una grave insufficenza cardiaca o comunque una cardiopatia avanzata, che compromette la loro aspettativa e qualità di vita, possono essere considerati per la candidatura al trapianto di cuore. I criteri per l'indicazione al trapianto sono condivisi dai diversi Centri di Trapianto a livello nazionale ed internazionale. Lo scarso numero di donatori disponibili e la maggiore frequenza di complicanze nei soggetti anziani impongono, tuttavia, un limite di età per la candidatura attorno ai 65 anni. Il candidato al trapianto di cuore deve tenere presente che, a differenza di altri interventi cardiochirurgici, il trapianto comporta la necessità, prima e dopo l'intervento, di frequenti controlli clinici presso il Centro Trapianti.

 

LA TIPIZZAZIONE

Se si conferma l'orientamento a favore del trapianto e non vi sono controindicazioni, il paziente viene presentato al Cardiochirurgo. Se egli pone indicazione al trapianto e il paziente, debitamente informato, acconsente, questi viene iscritto nella lista d'attesa. A questo punto i dati anagrafici e clinici del paziente e un suo campione di sangue vengono inviati al Centro Interregionale di Riferimento per i Trapianti (Nord Italia Transplant - NITp) per la tipizzazione immunologica e le prove di compatibilità in caso di segnalazione di un potenziale donatore. I pazienti in lista d'attesa vengono periodicamente e regolarmente controllati presso l'Ambulatorio Insufficienza Cardiaca e Trapianto. Per i pazienti che risiedono lontano è importante avere un cardiologo di fiducia locale, a cui rivolgersi per problemi contingenti. I pazienti in lista d'attesa devono, inoltre, segnalare eventuali problemi intercorrenti significativi, come infezioni che richiedono l'ospadalizzazione, la necessità di ricovero ospedaliero per qualunque causa, la comparsa di problemi medici (ulcera gastrica o duodenale) che possono mettere a rischio l'eventuale trapianto. In alcuni casi, durante l'attesa, il paziente può peggiorare. In casi specifici potrebbe essere proposto da parte del cardiochirurgo l'impianto di un sistema meccanico di supporto al circolo (cuore artificiale): si tratta di un intervento impegnativo, che può rappresentare un ponte al trapianto e talora consentire anche il ritorno a casa, nell'attesa del trapianto, sempre con la necessità di frequenti controlli in regime di Day-Hospital.

 

LA LISTA D'ATTESA

La permanenza in lista, in attesa della disponibilità di un cuore idoneo, ha una durata non prevedibile, in quanto vanno rispettate compatibilità immunologiche (prima di tutto di gruppo sanguigno), di taglia e di fasce di età. I candidati al trapianto di cuore sono divisi in categorie d'urgenza sulla base di caratteristiche cliniche obiettive, riconosciute da tutti i programmi di Trapianto di Cuore. Quando si rende disponibile un cuore, il cardiologo, il cardiochirurgo e il rianimatore, sulla base dei criteri condivisi nell'ambito del NITp, identificano il potenziale ricevente.

 

L'ATTESA

Tutti i pazienti in lista d'attesa devono essere sempre reperibili. E' utile lasciare i numeri telefonici del proprio recapito (abitazione, lavoro, vacanze) e il numero di cellulare. Va tenuto presente che, quando viene segnalata la disponibilità di un cuore idoneo, il paziente ha a disposizione solo poche ore, da 4 a 8, per arrivare al Centro Trapianti. Alcuni ospedali o ULSS sono disponibili ad organizzare il trasporto in ambulanza: i pazienti possono informarsi al riguardo, consigliandosi con il proprio medico di riferimento locale. I pazienti che risiedono a distanze ragguardevoli, possono farsi rilasciare dal Centro Trapianti un attestato, relativo al loro stato di candidati al Trapianto di Cuore, da presentare alla prefettura della propria residenza, per potere organizzare un volo aereo di emergenza sanitaria. E' utile comunque avere a disposizione e sempre aggiornato l'orario dei voli di lenea sui quali, nella condizione di candidato al trapianto convocato per l'intervento, si ha diritto al posto anche in caso di volo completo.

 

 

IL TRAPIANTO

Alla segnalazione della disponibilità di un donatore, il paziente viene immediatamente avvisato e in base alle istruzioni ricevute deve raggiungere il più velocemente possibile il Centro Trapianti.

All'arrivo in Reparto vengono eseguite le procedure assistenziali necessarie, alla conferma della idoneità del cuore del donatore, il paziente viene trasferito in camera operatoria.

Il trapianto cardiaco è un intervento importante e delicato, si svolge in circolazione extracorporea ed ha una durata di circa 5 ore.

Al termine dell'intervento, il paziente viene trasferito nell'Unità di Cure Intensive Cardiologiche.

LA DEGENZA POST-TRAPIANTO

Terminato l'intervento il paziente viene trasferito nella Terapia Intensiva Post-Trapianti Cardiaci in ambiente strettamente controllato, per evitare il rischio di contaminazione ed infezioni.

In questo Reparto il paziente viene gradualmente mobilizzato.

La degenza media dopo il trapianto si aggira intorno ai 15-30 giorni. con forti variabili secondo i casi.

LA DIMISSIONE, IL PRIMO ANNO E...

Superato il decorso post-operatorio e sufficentemente riabilitato, il paziente trapiantato viene dimesso dopo essere stato adeguatamente istruito sulla necessità e regolarità di assunzione dei farmaci per il controllo del rigetto. Gli viene inoltre consegnata una relazione clinica dove è descritto:

  • L'intervento subito.

  • Il decorso Post-Operatorio.

  • Le eventuali complicanze insorte.

  • La dettagliata prescrizione dei farmaci da assumere.

  • I consigli per le norme di comportamento in genere.

  • La data del primo controllo da farsi presso l'Ambulatorio Trapianti Cardiaci, generalmente dopo una settimana dalla dimissione.

Nel primo anno Post-Trapianto, il paziente viene costantemente seguito in regime di Day-Hospital presso la cardiologia. Al termine del primo anno è previsto un breve ricovero per il controllo completo del cuore trapiantato, con cateterismo cardiaco, coronarografia e biopsia miocardica. Dopo il primo anno, in assenza di problemi specifici, i controlli avvengono ogni 3-6 mesi. Nonostante le possibili complicanze, i risultati a medio e lungo termine sono buoni, soprattutto se confrontati con la prognosi dello scompenso cardiaco avanzato in assenza del trapianto. Il trapiantato di cuore può, a norma di legge, usufruire di benefici di invalidità, su sua documentata richiesta presso gli organi competenti, anche se nella maggioranza dei casi ciò non si rende necessario, poiché il trapianto permette il completo reintegro delle proprie capacità, comprese quelle lavorative.

A PROPOSITO DI CUORE

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