TRAPIANTO DI SEGMENTI VASCOLARI

Da tempo arterie e vene umane sono considerate fonti primarie per innesti nelle procedure di ricostruzione vascolare. Tuttora la vena safena autologa e l'arteria mammaria sono di prima scelta in bypass su arterie di piccolo calibro. Nel corso d4lla seconda metà del novecento, numerosi tentativi sperimentali e clinici di utilizzare questi tessuti prelevati da cadavere si sono dimostrati purtroppo di scarsa efficacia. Infatti la costante evoluzione di tali innesti andava verso la generazione delle tuniche e dello strato endoteliale, con la formazione di dilatazioni aneurismatiche e infine la trombosi. Responsabili di queste modificazioni degenerative devono essere considerati i danni legati alle modalità di prelevamento dei tessuti, una non ottimale metodica di conservazione e reazioni di tipo immunologico. Dopo un periodo di abbandono l'interesse nell'uso di tessuti da cadavere, come innesti vascolari, è decisamente aumentato negli ultimi anni, parallelamente al progredire delle conoscenze e delle tecnologie applicate al più vasto campo del prelievo e conservazione di tessuti da cadavere a scopo di trapianto e in particolare con la messa a punto di metodiche di crioconservazione.

IL RICEVENTE

 

IL DONATORE

Un segmento di arteria prelevato da cadavere può essere utilizzato in pazienti con malattia aterosclerotica grave al punto di porre a rischio la vitalità di un arto. Attualmente la scelta, in questi casi, è la vena safena autologa. Ma in casi di non disponibilità della stessa o di non idoneità, l'alternetiva possibile è rappresentata da materiale protesico sintetico o appunto da un alloinnesto arterioso.

Iniziali esperienze cliniche fanno ritenere quest'ultima competitiva in termini di pervietà dell'innesto e di salvataggio dell'arto, se non con la vena, certamente con le protesi sintetiche.

Il prelieco di segmenti vascolari a scopo di trapianto, è effettuato come parte della procedura di prelievo multiorgano da una equipe mista di chirurghi dei trapianti vascolari. Il programma di prelievo multiorgano prevede lo screeming del donatore per i virus HB e HC, per i virus HIV 1-2 e per il citomegalovirus. I risultati dello sceeming, sia quelli immediati sia quelli da una eventuale sieroconversione di un ricevente d'organo, sono decisivi per la idoneita all'utilizzo di un alloinnesto vascolare. Al termine della procedura standard di prelievo multiorgano, si procede al prelievo atraumatico dell'aorta toracica discendente, della biforcaziona aortica e delle arterie degli arti fino al tronco tibioperoneale. In generale le arterie iliache accompagnano gli organi addominali per eventuali necessità di ricostruzioni vascolari. Poichè si tratta di tessuti che hanno una certa resistenza all'ischemia, il prelievo può essere eseguito su donatori anche nei donatori a cuore non battente. Il numero di donatori di tessuti è pertanto più elevato.

LA STRUTTURA COMPLESSA DI CHIRURGIA VASCOLARE ESEGUE TUTTA LA GAMMA DI INTERVENTI SUL SISTEMA ARTERIOSO E VENOSO (ANEURISMI, SISTEMI CAROTIDEI, ARTERIOPATIE PERIFERICHE, VARICI) NONCHE INTERVENTI DI ALTA COMPLESSITA ED IMPEGO TECNOLOGICO COME LA CORREZIONE DI ANEURISMI TORACICI E ADDOMINALI CON ENDOPROTESI O IL TRATTAMENTO ENDOVASCOLARE DELLE STENOSI CAROTIDEE.