TRAPIANTO
PEDIATRICO
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La vicenda di Nicholas Green è stata nei tempi recenti forse l'episodio che più ha inciso nell'orientare l'opinione pubblica a favore della donazione di organi per trapianto. Il comportamento dei genitori è stato esemplare, quanto non comune. Il gesto di donazione era indice di una solidarietà che trascendeva la drammaticità del delitto, il dolore, l'ingiustizia di quella morte. La tragicità del contesto ha reso potentissimo il messaggio centrale della donazione di organi per trapianto: da una vita ormai persa si possono salvare altre vite. Il fatto poi che ci fossero bambini in gioco - il donatore, i riceventi beneficiari - ha aperto cuori e menti alla ricezione del messaggio, superando anche atteggiamenti culturali radicati come la sacralità simbolica del corpo morto. Un corpo bambino, per istintiva protezione, tende ad aumentare la riluttanza alla donazione.
Ora che il fronte di resistenza è stato rotto, come dimostra l'aumento delle donazioni pediatriche (dato che per il rene si può utilizzare anche un donatore adulto, mentre per cuore e polmone è necessario tenere conto delle dimensioni dell'organo da trapiantare) e il conseguente accorciamento delle liste d'attesa, è necessario continuare l'azione di promozione. |
LA LISTA D'ATTESA
In molti paesi il trapianto pediatrico ha un'organizzazione autonoma rispetto al trapianto nella persona adulta. In Italia vi è un'unica lista di attesa nazionale, ma la legge non indica la priorità ai minori. Così solo alcuni centri regionali e interregionali danno loro la precedenza nell'allocazione di organi compatibili.
Per i pazienti pediatrici (entro il 18° anno), essendo da anni istituita la lista unica nazionale per tutti i programmi di trapianto, è consentita una sola iscrizione sul territorio nazionale.
Nel bambino il trapianto presenta aspetti peculiari: uno di questi è la necessità di trovare organi da trapiantare che siano di dimensioni adeguate a quelle dell'organismo cui sono destinati. Ciò rende più difficile l'intervento, in quanto il numero dei bambini che decedono per morte cerebrale, per fortuna, è esiguo. D'altra parte i bambini in attesa di trapianto di rene, di cuore o di fegato hanno più complicanze degli adulti in lista di attesa: di conseguenza, spesso, il trapianto pediatrico andrebbe compiuto in tempi brevi.
Un importantissimo passo avanti è stato compiuto recentemente nel trapianto pediatrico di fegato. La tecnica chirurgica dello split liver (letteralmente 'divisione del fegato') permette infatti di utilizzare un solo fegato prelevato da cadavere per trapiantare due persone in lista di attesa, un bambino e un adulto. Ciò permette di soddisfare tutte le richieste pediatriche di trapianto epatico. Attualmente le liste d'attesa per quanto riguarda i bambini sono estremamente contenute.
Informazioni più dettagliate possono essere richieste ai centri regionali per i
trapianti (CRT) o direttamente al Centro Trapianti Nazionale (CNT) contattando il
numero verde 800 333 033.

L'ATTESA
Un bambino in attesa di trapianto è gravemente compromesso, qualunque sia l'organo interessato. La malattia ha su di lui effetti più devastanti che sulla persona adulta. Innanzitutto per il vissuto di malattia. Non vi è solo la sofferenza fisica e psicologica, meno razionalizzabile e sopportabile rispetto a chi è più maturo. Bisogna aggiungere anche una condizione di diversità nella sua comunità sociale, che è quella dei compagni di scuola, di sport, di gioco, ciò che inciderà nella strutturazione della sua personalità. Poi ci sono le ripercussioni fisiche. La malattia non esaurisce i suoi effetti dannosi nel presente. Il più delle volte incide sul processo di crescita e di sviluppo organico. Questo vale anche quando le funzioni mancanti o insufficienti possono essere artificialmente sostituite, come nel caso della insufficienza renale. Il piccolo dializzato ha una crescita rallentata, una pubertà tardiva e più breve. Anche in quello cardiopatico vi è ritardato accrescimento. Molte di queste alterazioni di sviluppo possono essere recuperate dopo il trapianto, se non si è lasciato trascorrere molto tempo. Il bambino trapiantato, invece, può essere considerato normale.
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Il Trapianto Pediatrico avviene in centri specializzati, con le stesse modalità dei trapianti effettuati su persone adulte. |
DOPO IL TRAPIANTO
L'inevitabile assunzione di farmaci immunosoppressori è in genere ben sopportata e non ostacola la ripresa dello sviluppo fisico e psichico. Oggi si tende a ridurre al minimo il dosaggio dei farmaci, in particolare del cortisone, anche per evitare effetti indesiderati sulla crescita.
TRAPIANTO PEDIATRICO DA VIVENTE
A Bruxelles (Hospital St Luc) esiste uno dei migliori centri trapianto di fegato pediatrici del mondo coordinato dal Professore Otte. Tuttavia in Italia da alcuni anni vi sono centri con pari caratteristiche dal punto di vista delle tecniche chirurgiche e dei risultati. Il centro Italiano con maggiore esperienza e casistica pediatrica è quello di Bergamo coordinato dal Prof. Gridelli, dove si fa largo uso della tecnica dello "Split Liver" (1/2 fegato ad un adulto e 1/2 fegato ad un bambino) che garantisce ottimi risultati pur con una straordinaria brevità della lista di attesa una volta che vi si è entrati. Altri centri trapianto di fegato con minori casistiche sono a Milano, Roma, Padova, Genova... La scelta su centri non Italiani sarebbe particolarmente giustificata solo se la famiglia fosse seriamente intenzionata a ricorrere comunque ad un trapianto d'organo DA DONATORE VIVENTE, che costituisce ancora un problema nel nostro paese.